scritto da katherin il lunedì, 02 ottobre 2006 ,17:36
ARAWN
Non voglio certo essere un bardo
Che con il flauto ti canta le lodi
Se questa ode ti giunge in ritardo
Accettala dio nei tratti e nei modi
Canto del dio che non si mostra
E che in silenzio vive laggiù
La nostra vita in fondo è una giostra
Vissuta male nel mondo dai più
E questo mondo è fatto di ossa
Di passi leggeri e sussurri nel tempo
Un corpo marcio dentro una fossa
Aleggia lo spirito sospinto dal vento
Le labbra mute invocan preghiere
Ginocchia a terra, prostrata la fronte
Le mani bianche si tendono fiere
E della vita attingon alla fonte
Se hai combattuto con forza ed onore
e con coraggio hai affrontato la morte
Non devi avere nessun timore
Segnata di gloria sarà la tua sorte
Ma se da vile hai preso un fendente
con odio e rabbia alla schiena calato
Non ci sarà un dio sì clemente
E scordati il mondo che ti ha generato
E solo coloro che furono prodi
Ritornano umili a solcare il terreno
Cantino i bardi le loro lodi
Con voce squillante ed animo pieno
Guardate la sedia di teschi adornata
le ossa puntute e i femori rotti
Nella penombra cammino attorniata
Da lunghi silenzi a volte interrotti
Sento i sospiri e poi le parole
Non disperare mio caro compagno
Perché è nella morte che ora mi duole
Che un pezzo di vita io mi guadagno
E tornerò a solcare la terra
Che ha visto il mio sangue scorrere lento
Rosso, vermiglio colori di guerra
Ma questa morte non è un tormento
E’ solo un tassello di questa avventura
Che giorno per giorno insieme viviamo
La vita …la morte…la stessa natura
Ed alla fine poi risorgiamo
Ad Arawn sia lode che vita ci dona
Ad Arawn sia lode che mai ci abbandona
Chinate la testa ed eccolo il cuore
Che batte di nuovo con rabbia ed onore….
(Scritta per Arawn, dio dell'Annwn di un GdR)

(Scritta per Arawn, dio dell'Annwn di un GdR)






