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scritto da katherin il lunedì, 02 ottobre 2006,17:40
La prima esperienza a tre
 
Parigi…..sembrava un sogno essere mandata lì per lavoro per una intera settimana. Un’occasione davvero speciale quella che si presentò in concomitanza con la sfilata di moda.
In aereo pensavo che sì, avrei avuto il mio lavoro da sbrigare, ma limitato esclusivamente alla mattina ed ai pranzi ufficiali la sera.
Al mio fianco Fabio, un collega di lavoro, che distaccato presso la sede di Parigi, e nella mia città per un Convegno, ritornava alla sua filiale. Poche parole scambiate durante il volo, puramente per cortesia. Mi accompagnò all’albergo, il De Balzac, visto che lui aveva lasciato la macchina all’aereoporto Charles De Gaulle, dicendomi che ci saremmo visti in sede l’indomani. Lavorammo sodo i primi due giorni pensando alle varie scalette e a pianificare i vari appuntamenti ed incontri.
Fu durante una cena che mi ritrovai al tavolo con Fabio e con un giornalista di una rivista di moda. Cena di lusso in una delle tante salette messe a disposizione dal Museo del Louvre che ospitava la Mostra. Il giornalista, che si chiamava Pino, alloggiava al mio stesso Hotel e Fabio si offrì di accompagnarci, una volta finita la cena. Fu in ascensore che disse di voler fare una bozza degli impegni per l’indomani. A me sinceramente venne uno scompenso cardiaco a sentire che voleva prolungare la giornata lavorativa e sbuffai, ma andammo nella mia camera, dove avevo il necessario per prendere appunti, seguiti anche dal giornalista.
Poche e precise disposizioni che annotai seduta sul bordo del letto, seguite dalle mie lamentele per la stanchezza della giornata. Sentii Fabio salire sul letto e posizionarsi in ginocchio dietro di me. Iniziò a massaggiarmi le spalle. Sentivo le sue dita delicate andare dalle scapole verso il collo. Lo interpretai come un gesto gentile nei miei confronti, visto il molto lavoro sbrigato la mattina. Pino davanti a noi sembrava non farci caso e ci lanciò un’occhiata fugace.
“Sei bravo Fabio..dovessero licenziarti puoi sempre fare domanda come massaggiatore” cercai di metterla sullo scherzo, ma intuivo che quei tocchi non erano solo per sciogliermi dalla stanchezza accumulata.
Fabio non rispose, ma sentii le mani che dalle scapole raggiungevano il collo per poi scendere sul davanti, verso i seni. Poggiai le mani sul letto a fianco delle mie gambe socchiudendo gli occhi. Deglutii…pensai di fermarlo, ma…. ero sola a Parigi, avevo degustato una cena fantastica ed avevo voglia di divertirmi. Le mani di Fabio si insinuarono sotto la scollatura del vestito, i medi sollevarono il pizzo del reggiseno permettendo alle altre dita di insinuarsi al di sotto dell’indumento e di sfiorare i capezzoli. Tirai appena la testa all’indietro poggiandomi con essa sul ventre di Fabio. Decisi di lasciarlo fare dimenticandomi quasi della terza presenza nella stanza, ma supposi, sbagliando, che Fabio non avrebbe osato andare oltre. Invece sentii le sue mani uscire dal reggiseno ed afferrarmi le spalle mettendomi di nuovo eretta. Le sue labbra mi baciarono le scapole e il rumore della lampo mi avvertì che voleva avere più pelle da dedicare ai suoi baci. Seguì con la bocca la linea della spina dorsale facendomi sentire di tanto il tanto la lingua…le mani afferrarono le spalline dell’abito e lo fecero scivolare lungo le braccia fino a lasciarlo abbandonato in vita, dopo aver liberato gli arti…slacciò il reggiseno e mi liberò di esso, poi mi prese le braccia portandole intorno al suo collo e le mani di Fabio risalirono lungo i miei fianchi, lungo le braccia…le sue mani si intrecciarono con le mie. Continuava a baciarmi l’incavo del collo….mi appoggiò a lui come poco prima avevo fatto io e si dedicò ai miei seni. Le mani grandi di Fabio li massaggiarono a lungo, finchè mi fece stendere con la schiena e si chinò su di me per baciarli, stringerli, mordicchiarli. Le mani fecero scivolare il vestito lungo le cosce…sentii altre mani che lo aiutarono a liberarmi completamente dell’abito e poi forzarmi le ginocchia per farmi aprire le gambe…
Pino…mi ero completamente dimenticata di lui. Sentii le sue mani che facevano forza per dischiudere le gambe...desistetti dall’opporre resistenza e lo lasciai fare…Fabio chino su di me continuava a giocare con i miei seni. Sentii la mano di Pino risalire le mie cosce ed un dito insinuarsi sotto le mutandine. Lo sentii giocare con i peli…strusciare i polpastrelli sul sesso, la voce di Fabio che, staccando la bocca dal mio seno, mormorava: <toglieglili>. Capii in quel momento che sarebbe stato un rapporto a tre e che Fabio avrebbe diretto la musica.
Avrei voluto, ma non potevo rinunciare a quell’occasione. Lasciai che Fabio ritornasse sui miei seni e che Pino tirasse le mutandine verso il basso. Ero nuda ora con le gambe fuori dal letto dischiuse e fra di esse Pino che mi toccava. Passava un dito nella fessura nel senso della lunghezza, si fermava sull’entrata e la solleticava. Spingeva il clitoride, lo prendeva fra il pollice e l’indice stringendolo forte. Guardava Fabio che inginocchiato sul letto, ora con la mia testa fra le sue ginocchia, chinato, mi leccava i capezzoli, li tirava piano, li titillava con la lingua facendoli ingrossare. Sentii la testa di Pino fra le mie gambe. Mi leccava aprendomi il sesso …infilava dentro la lingua, poi la toglieva sostituendola con le dita e dedicando l’umida carezza al clitoride…iniziai a gemere forte per il piacere…a contorcermi sotto le carezze ed i baci dei due uomini…spingevo il bacino verso Pino in una muta richiesta…e pensavo come fosse possibile che nessuno dei due pensasse a riempirmi…
La mano di Fabio discese verso il mio sesso e se ne impossessò e, mentre Pino continuava a leccarmi, non potè fare altro che spostare l’attenzione della sua mano dal clitoride allo sfintere dopo essersi bagnato la punta delle dita. Lo accarezzava senza penetrarmi ed io lo contraevo per il piacere, ma con la paura che mi penetrasse dietro.
Fabio smise di baciarmi i seni. Riconobbi il rumore della lampo dei suoi pantaloni, prima che si spostasse verso il mio viso continuando però a toccarmi il clitoride. Sentii il suo membro sfiorarmi le labbra. Sapevo cosa desiderava. Tirai fuori la lingua, lo leccai dolcemente, lo succhiai a lungo, facendo scorrere la lingua su di esso ed accompagnando il tutto con il tocco leggero delle mie dita curate.
<Apri la bocca> perentoria la sua voce mi ordinava di dargli piacere in quel modo.  Ubbidii come lui mi chiedeva riempiendomi del sesso dell’uomo.
<Penetrala> un altro ordine, questa volta a Pino. Si staccò dal mio sesso che aveva leccato fino a quel momento, forse per denudarsi, e poi, mi prese per le caviglie tirandomi un poco verso di lui. Appoggiò la punta del membro sulla mia apertura, la sfiorava, mi penetrava appena e tornava a toglierla. Se avessi potuto lo avrei supplicato, ma non potevo, avevo la bocca occupata. Continuavo a dedicarmi al sesso di Fabio, lo sentivo gemere e mi faceva piacere. Il mio corpo si arcuava, il bacino spingeva verso il membro di Pino in una muta richiesta di riempimento e soddisfazione. Lo sentii stringere di più le mie caviglie e spingersi dentro di me. Urlava per il piacere ed io mi sentii finalmente piena e posseduta. La penetrazione mi distolse dalla concentrazione di quello che stavo facendo a Fabio. Se ne accorse e spinse la sua asta dentro la mia bocca. Iniziarono a muoversi all’unisono,uno dentro e fuori dal mio sesso e l’altro dalla mia bocca. Le mani di Fabio sui miei seni e quelle di Pino che mi toccavano il clitoride. Mi muovevo adattando il mio ritmo a quello dei due uomini, finchè venni senza neanche poter urlare il mio piacere e subito dopo venne Fabio. Venne nella mia bocca senza neanche preoccuparsi di chiedermi il permesso. Sentivo solo Pino muoversi ancora dentro di me, mentre le ultime contrazioni accompagnavano il mio piacere. Lo tolse un attimo prima dell’eiaculazione, poggiando il suo membro sul mio ventre e bagnandomi del suo piacere.
Non dissi nulla, ferma immobile sentivo il calore dell’uomo sopra di me e Fabio che si alzava e ritornava con un asciugamano per pulirmi.
Delicato si dedicò a quell’operazione mentre ancora gemevo di piacere e Pino mi accarezzava le gambe.
Sarei rimasta così a lungo coccolata dai due uomini, ma l’indomani ci aspettava una nuova giornata di lavoro.
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Lavoro…lavoro…sempre lavoro…la missione era quasi finita ed ero stanca morta.
Dopo la cena Fabio, il mio collega, mi accompagnò in camera e sorridemmo ricordando l’esperienza piacevole vissuta insieme a Pino qualche sera prima. Entrò nella mia stanza senza chiedere il permesso. Sembrava fosse abituato ad imporsi. Tolsi la giacca da sopra il vestito…desideravo che accadesse di nuovo. Lui sembrò capirlo perché mi chiese di controllare se ci fosse Pino. Doveva essere rientrato anche lui a quell’ora, terminata la cena…
Al telefono dissi a Pino, il giornalista, che dovevamo discutere del comunicato stampa dell’indomani e lo invitai a raggiungermi.
Probabilmente capì che era una scusa perché si presentò con una bottiglia di champagne che mise nel piccolo frigo.
Ero il piedi di schiena davanti a Fabio, che portò le mani a toccarmi i seni facendole poi scendere sui fianchi fino ad incrociarle sul ventre, quasi per tenermi bloccata. Pino capì e inginocchiandosi iniziò ad accarezzarmi le gambe e poi le cosce infilando un dito al di sotto del bordo delle mutandine. Gemetti appena…quella situazione di impotenza mi eccitava. Fabio allentò la presa e quasi con dolcezza mi girò verso di lui e mi baciò. Non ebbi neanche il tempo di chiedermi cosa avrebbe fatto Pino che, rimanendo inginocchiato, alzò il vestito per prendersi cura dei miei glutei e del mio sesso che iniziava a bagnarsi.
Poco dopo si alzò, sentii le sue mani sulla schiena e la cerniera dell’abito scorrere verso il basso…sospirai il momento si avvicinava. Le mani del giornalista percorsero la mia schiena mentre Fabio mi stringeva baciandomi così violentemente da soffocarmi stringendomi i seni.
Non riuscii neanche a gemere quando sentii le labbra di Pino baciarmi le spalle e le mani liberarmi prima del reggiseno e poi delle mutandine. Un brivido percorse il mio corpo, ma l’eccitazione non era data tanto dalle carezze e dai baci, quanto dal non sapere come si sarebbe evoluta quella situazione a tre, dall’avere lì davanti a me, realizzato, il desiderio del 50% delle donne.
Ero nuda adesso con le autoreggenti e le scarpe che Fabio mi disse di tenere. Stranamente non provai neanche a replicare alla sua richiesta, male che andava avevo altre calze in valigia…Quest’ultimo mi fece avvicinare al letto.
“Piegati” disse “ed appoggia le mani”…ero con le gambe in terra, piegata a 90° e le mani poggiate sul bordo del letto. Fabio si spogliò e si sistemò sul letto, fra le mie braccia, con il sedere sul bordo e le gambe muscolose ben salde a terra. Iniziò a toccarmi il seno, facendo scendere di tanto in tanto la mano verso il ventre, che solleticava passando il dito sulla fessura, quasi saggiando quanto fossi bagnata e pronta a riceverlo.
Pino dietro mi accarezzava la schiena e i glutei non trascurando quell’entrata…lo sentii fermarsi per pochi attimi…forse si stava spogliando…perché poco dopo cominciò di nuovo a dedicarsi a quella parte, questa volta leccandola a lungo e tentando di inserire, poco alla vota un dito, per prepararmi ad una penetrazione ben più consistente.
Fremevo…desideravo ed avevo paura…e più avevo paura e più desideravo e gemevo…mi chiedevo come sarebbe stato averne due contemporaneamente.
Tenevo le gambe divaricate per permettere ai due uomini di carezzarmi in profondità sempre più accuratamente. Fabio al solito dirigeva l’orchestra forse perché era già pratico di tali esperienze.
Il mio respiro si era fatto profondo…gemevo forte ora…desiderando essere penetrata….
“Betty poggia le ginocchia sul letto ora e impalati su di me….e tieni il culetto fuori dal letto che lì ci pensa Pino” Deglutii ma feci come mi disse…mi misi in ginocchio e guidai il sesso di Fabio dentro di me riempiendomi…Quasi urlai nel sentire quella sensazione di pienezza. Iniziai a muovere il bacino avanti e indietro sfregandomi sul suo pube e a volte circolarmente…poi mi piegai su di lui poggiando il seno al petto dell’uomo continuando a muovermi. Lui assecondava i movimenti spingendo il bacino verso l’alto ed io gemevo sempre di più sentendolo ormai padrone del mio ventre.
“E’ pronta” disse ed io capii ed anche Pino perché si avvicinò ai miei glutei e sentii il suo membro sfiorarmi l’ano e premere appena…urlai…non era un ingresso che usavo abitualmente ed era stretto…avevo paura…ma forse era proprio quella paura ad eccitarmi così e lo capisco solo adesso.(questo è per Te Padrone che mi hai fatto capire!!!)
Fabio mi passò le braccia intorno alla schiena per bloccarmi su di lui e mi baciò per soffocare le mie eventuali grida e tenermi piegata e quindi più facile da penetrare.
Le mani di Pino si posarono sui miei glutei, li strinsero un po’ e li aprirono ed il suo sesso spinse…spinse aprendomi…avrei voluto urlare…mi muovevo per divincolarmi..non credevo potesse essere così doloroso…Fabio mi tratteneva e mi diceva di rilassarmi che sarebbe stato più facile e che avrei goduto…gli diedi retta e mi rilassai rimanendo ferma sopra di lui.
Al’inizio il bruciore fu insopportabile, sentivo l’ano dilatato…gemevo soffocata dal bacio…poi fu tutto dentro e fu una sensazione strana. Mi sembrava che i due sessi si toccassero cercando ognuno di primeggiare sull’altro e di crearsi uno spazio.
I due uomini iniziarono a muoversi. Ci misero un po’ a sincronizzare i movimenti. Pino mi tratteneva per i glutei e Fabio per i fianchi e muovevano il mio corpo avanti e indietro sui loro sessi…
Fabio urlava che sentiva il “cazzo” di Pino e si eccitava di questo spingendo per farsi spazio quasi stessero duellando dentro di me.
Venne con un urlo tremendo. Non riesco nemmeno a ricordare se mi piacque così tanto perché il dolore dietro era davvero tanto….alla fine godetti anche io chinandomi sul petto di Fabio, e, scossa ed aperta Pino approfittò per spingere ancora di più, lo sentivo pulsare, stringere i glutei fino a farmi male. Li apriva e sentivo i testicoli sbattere contro il mio sesso ormai bagnato…
Fabio era rimasto dentro di me. Godeva nel sentire Pino spingere e sfiorare internamente il suo membro…
Sentivo Pino stringere di più i glutei e il suo membro pulsare dentro di me…stava per venire…eccolo …oddio…non c’entravano in due con il membro di Pino che pulsava ma incontrava l’ostacolo del sesso di Fabio…Mi piaceva quel dolore…ed infine lo sentii venire e liberarsi….
Restammo per un po’ così:io poggiata contro il petto di Fabio e Pino poggiato contro di me…poi ci togliemmo da quella posizione, ma Pino mi disse di rimanere così, piegata sul letto con le gambe in terra. Prese la bottiglia di champagne dal frigo e la stappò versandomela addosso…mi leccarono dappertutto …poi Fabio mi disse di sdraiarmi sul letto con la testa verso il bordo.
Avvicinò il membro al mio viso “fammelo tornare duro” disse accompagnando il membro con la mano verso le mie labbra, mentre Pino si masturbava osservandoci mentre leccavo il sesso di Fabio. Solo quando fu duro Fabio salì sul letto e si posizionò fra le mie gambe. Mi afferrò per le caviglie alzandomi i glutei dal letto “è ancora aperto questo buchetto” osservando che era ancora dilatato…Pino mi sfiorò con il suo sesso le labbra mentre Fabio me lo appoggiò sullo sfintere e spinse costringendomi con la bocca a scendere sul membro di Pino. Sentivo dolore, ma non potevo urlare…avevo gli occhi sbarrati, ma mi piaceva…Pino mi accarezzava i seni mentre le mie labbra e la mia lingua si prendevano cura di lui. Fabio sembrava provasse un gusto particolare a tirarlo fuori quasi del tutto e a spingerlo dentro con forza…di nuovo..e ancora…e ancora. Mi strinse di più le caviglie incitando Pino a venire nella mia bocca, mentre lui si liberava di nuovo dentro di me riempiendomi del suo seme anche dietro. Mi contorsi sotto gli spasmi di Fabio e la cosa eccitò Pino che venne fra le mie labbra.
Si tolsero e mi pulirono baciandomi e toccandomi ancora.
Fabio aveva un tono dolce ora “Magnifica….se potessi ti affitterei un appartamento qui a Parigi e ti chiuderei dentro” disse “dovresti essere sempre pronta e disponibile per me ed io ti raggiungerei tutte le volte che fosse possibile”
Sorrisi appena al complimento. “sei proprio una femmina da letto” aggiunse “e bada che è un gran bel complimento.
Mi coccolarono ancora un poco baciandomi ed accarezzandomi per augurarmi infine la buona notte.
Partii il giorno dopo e in aereo non potei fare a meno di pensare all’esperienza vissuta.


categoria:racconti erotici
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Commenti
#1    03 Ottobre 2006 - 15:34
 
a me pare di riconoscere un certo stile... eccitante ma un po' lungo. ripassero', ciao katherin...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GiselleB

#2    13 Luglio 2009 - 18:04
 
Letta e commentata passo passo.
utente anonimo

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