LA LUNA NEL POZZO
Erano tante sere che la luna non si vedeva brillare nel cielo con la sua luce eterea, tante sere che non mostrava il suo viso enigmatico al mondo, tante sere che non avvolgeva più gli innamorati nella sua ombra. Era caduta nel pozzo, si era lasciata precipitare in quell’abisso scuro e scivoloso, più giù, sempre più giù ed era rimasta lì.
Non era la stessa cosa senza la Luna.
Molta gente si affacciava sul bordo muschioso del pozzo e le parlava, anzi chiedeva, sapeva solo chiedere….
“Luna esci !!! Ho bisogno di te…..Manca il romanticismo senza la tua luce. Non sono la stessa cosa i baci e le parole d’amore dette al buio!”
“Vieni fuori Luna…..illumina il mio cammino!!! Non mi piace viaggiare di notte senza la tua luce che rischiara la strada”.
Ma la Luna taceva e restava laggiù, sospesa in quella dimensione fluttuante, impalpabile. Laggiù soffriva meno, coperta dall’ombra scura del pozzo…Laggiù non vedeva, non sentiva, le voci le giungevano ovattate……facevano meno male….
“Devi uscire Luna da lì, non puoi privarci della tua luce, del tuo splendore!!”
E la Luna piangeva e non si decideva a venirne fuori. Quel pozzo stava diventando un po’ la sua tomba. Ogni tanto risaliva quelle pareti scoscese e tentava di riaffacciarsi sul mondo, ma quello che vedeva e sentiva non le piaceva.
La Luna stava morendo…..ma nessuno avrebbe pianto…In fondo la sua luce non era forte come quella del sole e non emanava calore….brillava di luce riflessa….lei.
Una voce diversa dalle altre: “Torna a splendere Luna….”
Quella Voce tornò molte volte a parlarle….Si sedeva sul bordo del pozzo e le parlava a lungo….non chiedeva….la implorava solo di tornare a splendere, a brillare….dicendo quanto fosse importante che lo facesse…
Lei non voleva udirla quella Voce, aveva paura…..paura di credere ancora….di soffrire di nuovo….
La cullava con le sue parole….ahhhh avesse avuto le mani per tapparsi le orecchie e non udirla!!! La Voce sentiva le sue lacrime……il suo dolore. Quando accadeva, staccava il secchio dal gancio e vi metteva al suo posto un fazzoletto, lo calava nel pozzo, perché lei potesse asciugarle. Poi ritirava la corda, prendeva quel lembo di stoffa e gelosamente lo metteva nella tasca, quella interna della giacca, quella che sta sul cuore…
E tornava di nuovo a parlarle…Non chiedeva niente quella Voce….offriva solo….
E se fossero state parole d’illusione?
“Non uscirò…..lasciami in pace….”
“Non importa Luna, ma sappi che non sei mai sola….io ci sarò sempre sul ciglio di questo pozzo, come ci sono sempre stato….anche se in silenzio e ti parlerò e ti ascolterò quando avrai deciso che sei pronta a farlo…”
E piano piano la Luna ogni giorno saliva un pochino più su e la Voce si accorse che il fazzoletto era sempre meno bagnato.
Finchè un giorno non l’ebbe nelle sue mani…Anche se spenta e muta era sempre bellissima. Aveva qualcosa di magico, di unico, di speciale, quel qualcosa che la Voce aveva sempre desiderato e che era diventato il suo sogno irrealizzabile….irrealizzabile come avere la Luna nel pozzo. Ora invece l’aveva lì e non sapeva cosa fare, cosa dirle se non dolci parole d’amore. Quanto tempo aveva aspettato!! Quanto tempo aveva atteso….ed ora la Luna aveva bisogno di quella Voce, di quelle parole. E la Luna ascoltava, in silenzio. Voleva essere amata, coccolata, aveva bisogno di qualcuno che asciugasse le sue lacrime, di qualcuno che sapesse dare senza chiedere.
E restò fra le mani di quella Voce, affezionandosi sempre di più….tornando piano piano a brillare ed imparò ad amarla…..Si affidò a lei, certa che avrebbe avuto cura dei suoi pensieri e del suo cuore, certa che non l’avrebbe fatta soffrire….
E quando fu pronta tornò di nuovo a splendere nel cielo e la Voce continuò ad alzare la testa e a parlarle per rassicurarla, per darle fiducia….dichiarandole mille volte il suo amore.
“Guarda….sembra che la Luna stia sorridendo”…Era vero la Luna sorrideva di nuovo….





