!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> poesie erotiche | di tutto di più

scritto da katherin il mercoledì, 04 ottobre 2006,20:06



IL PADRONE

 

e’ in piedi, ti osserva

cammina agitato

ti chiama “Mia serva”

le tende ha abbassato

 

con fare accigliato

impugna la frusta

contento, estasiato

le urla pregusta

 

ti osserva la schiena

dai colpi piagata

e’ come una iena

dal sangue eccitata

 

colpisce con forza

reclama il possesso

i colpi non smorza

ferisce il tuo sesso

 

dolore inumano

sulla schiena e sul sesso

allunga la mano

ti penetra adesso

 

le gambe spalanca

ti penetra forte

la rabbia non manca

l’orgasmo è alle porte

 

e poi si inginocchia

da dietro ti cinge

il corpo ti tocca

con foga ti stringe

 

quel corpo fremente

che prima ha segnato

ti bacia silente

godendo estasiato

 

“sei schiava, sei cagna”

cosi’ lui ti dice

e mentre ti bagna

ne gode felice

 



LA SCHIAVA

 

sei a terra inchinata

lo sguardo un po’ assente

“sua serva” chiamata

con voce suadente

 

la tua fronte a terra

le mani di lato

la frusta lui serra

colpisce eccitato

 

Sferzate violente

La SCHIENA segnata

immagini lente

la carne arrossata

 

ti senti bagnata

sul sesso colpito

confusa, umiliata

l’orgoglio ferito

 

il sesso provato

dai colpi incessanti

e’ tutto eccitato

le gambe tremanti

 

bambina impaurita

sei pronta a godere

sei stanca, sfinita

dolore e piacere

 

da dietro ti tocca

con mani vibranti

la schiena, la bocca

il seno, i tuoi fianchi

 

neanche una mossa

e stai per godere

un urlo, una scossa

ed ecco il piacere

 

ed anche tu vieni

e godi beata

a lui tu appartieni

sua schiava adorata

 (LEGGERE A STROFE ALTERNATE)


 

 

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scritto da katherin il mercoledì, 04 ottobre 2006,20:04


LIVIDI


Le tue mani che mi accarezzano,

mi stringono, mi segnano.

Gemo per il dolore e il piacere,

mentre la tua bocca sulla mia

cattura i miei lamenti

soffocandoli sulle labbra.

Mi inarco, una richiesta implorante,

urlo eccitata, violata dalle tue dita.

Mi esplorano, mi profanano

Ed io voglio di più,

sempre di più

mi contorco sotto le tue dita

le sento dentro di me,

spingere, allargarmi,

dilatarmi….prepararmi per te

Mi stringono le cosce…

Forte..di più…

Le tue labbra sulle mie

Mi guardo allo specchio

I segni, i tuoi segni Padrone.

Li accarezzo e mi dico

Che ti appartengo..

Che sono Tua

Sorrido felice di averli

Ed invoco il tuo nome.

 


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scritto da katherin il mercoledì, 04 ottobre 2006,19:35

AL MIO SIGNORE


Come fai con quelle mani

che sanno essere delicate

A stringere nodi

che non possono essere sciolti?

Come fai con quelle labbra

che dispensano baci

A mordere le mie carni

fino a farmi gemere?

No, non fermarti

non sciogliere i nodi

Non trascurare la mia carne…

Legami, colpiscimi,

puniscimi, amami…

Come più ti aggrada

Perché io sono Tua …


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