Fu per caso che Fabio, Pino ed io ci incontrassimo di nuovo a Bari in occasione della Fiera del Levante, quasi ad un anno di distanza dall’avventura parigina.
Pino, inviato di un giornale locale e Fabio in missione come me. Noi due ci liberammo subito dell’impegno, dopo il discorso inaugurativo, andammo a mangiare qualcosa e poi a casa di Pino, che barese, ci aveva dato le chiavi dell’appartamento.
Parlammo del più e del meno, del lungo tempo trascorso, del lavoro, del desiderio di provare ancora quell’esperienza sconvolgente ed eccitante.
Seduti sul divano, Fabio iniziò col prendermi la mano e ad attirarmi poi verso di lui per baciarmi. Il gesto mi meravigliò non poco. Fra i due pensavo fosse lui il più tosto, il meno dolce e non mi aspettavo da lui questi atteggiamenti. Mi stupì la tenerezza con la quale seppe baciarmi. Risposi al bacio e già le sue mani slacciavano la giacca, palpandomi i seni con lussuria e forse stringendoli un po’ troppo.
“Vieni” mi afferrò la mano guidandomi in camera da letto ed io non obiettai. Solamente quando mi ritrovai sdraiata gli chiesi come mai non aspettavamo Pino. “Intanto ci scaldiamo…devo farti aprire per bene oggi” rispose, continuando a spogliarmi fino a lasciarmi completamente nuda.
Ed era vero. Sapeva scaldare una donna e farla gemere senza portarla all’orgasmo, impazzire sotto le sue carezze ed i suoi baci. Mi accarezzò e leccò a lungo e ricambiai il favore prendendogli il membro tra le labbra. Mi penetrò con due dita dicendomi di tenere le gambe piegate ed aperte. Sentivo le sue dita entrare ed uscire da me così lentamente da non avvertire quasi il movimento. Di tanto in tanto un colpo forte con il quale le dita mi penetravano per ricordarmi che mi stava masturbando. Questa tortura andò avanti a lungo…le gambe mi facevano male così aperte, avevo voglia di venire ed urlare.
“Ti terrò così al caldo finchè non giungerà Pino. Starai male per questo piacere che non arriva”
Per fortuna invece arrivò Pino. Mi baciò come fosse la cosa più naturale del mondo e lo fece mentre si liberava degli abiti. Ed eccoci ancora una volta insieme, noi tre, a scoprire il limite senza superarlo.
Ero sdraiata ancora sulla schiena e mentre Fabio continuava a toccarmi, dandomi piacere con le sue dita, Pino, in ginocchio sul letto, avvicinò il suo sesso alle mie labbra. Le dischiusi pronte ad accogliere il suo membro. Gemevo di piacere per quella dolce tortura che Fabio continuava a darmi, mentre sentivo il sesso di Pino reagire alle mie labbra ed alla mia lingua.
“Vieni sopra” sempre la voce di Fabio a dirigere il terzetto. Si sdraiò sulla schiena e guidai il suo sesso dentro di me, lentamente, avidamente. Ero bagnata ed eccitata…
“ora piegati su di me e offri l’altro ingresso a Pino. E’ l’unica posizione in cui puoi averci entrambi”
Feci come mi aveva detto. Mi piegai su di lui, le terga esposte agli sguardi di Pino e non solo. Pino iniziò a toccarmi davanti bagnandosi le dita e trascinando i miei umori sull’ano. Temevo come sempre quella penetrazione. La temevo e la desideravo. Deglutivo mentre mi muovevo avanti e indietro sul sesso di Fabio.
Sentii Pino infilare un dito nella mia fighetta e bagnarlo per bene e subito dopo lo sentii spingere dietro. Piano lo infilò dentro di me. Non sentii molto dolore e cercai di rilassarmi. Fabio mi carezzava i capelli.
“Vedrai ti piacerà”. Sapevo già che mi sarebbe piaciuto.
Ora erano due le dita che Pino cercava di infilare. Il dolore era maggiore e cercai anche di ritornare in posizione eretta, ma Fabio mi mise le mani sulla schiena tenendomi stretta contro di lui. Urlai quando le sentii dentro che si muovevano cercando di allargarmi. Le spingeva e le apriva dentro di me cercando di creare un passaggio abbastanza comodo per il suo sesso. Ed ecco che le sfila e poggia il suo sesso eccitato sul mio ano. Mi apre i glutei con le mani e dona movimento al mio corpo…avanti e indietro…con Fabio dentro di me che mi trattiene contro di lui…
Avanti e indietro….. e lo sento sull’ano che spinge un poco, ma nel prossimo movimento incute più spinta e lo sento di più …di nuovo avanti e lui fuori…e poi indietro e ne infila un po’ di più.
“Prendila” la voce di Fabio e le mani di Pino che si arpionano ai miei glutei tirandoli verso di lui e spingendo. Cerco di opporre resistenza, ma gemo e urlo, bagnata come non mai. Lo sento entrare dentro di me, tutto fino in fondo. Non so perché ma urla anche lui. Non c’è più bisogno che mi muova ora. Basta il movimento di Pino ad eccitare anche Fabio.
“Ti sento Pino dentro di lei” mormora Fabio..
“Anche io ed è maledettamente eccitante sentire il tuo pene dentro di lei”.
Dentro di me sento come se non mi piacesse, ma il mio corpo reagisce in maniera diversa. Il mio corpo urla e si muove fra il dolore della doppia penetrazione e il desiderio di venire.
Sento bruciarmi dietro eppure avverto di essere bagnata anche lì.
Fabio inizia a spingere violentemente quasi volesse toccare il membro di Pino che occupa i miei intestini. E vengo con un grido lacerante e liberatorio. Il corpo che si inarca prigioniero degli spasmi provocati dall’orgasmo. Pino si toglie eiaculando sulla mia schiena e Fabio si libera dentro di me.
Qualcosa in quel momento si è rotto, incrinato nel nostro rapporto. Non so cosa e non so da cosa sia dipeso, ma ora non vedo l’ora di lavarmi ed andare via e sarà con un secco no che rifiuterò un successivo invito di Fabio a vederci in tre.
